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La Campagna

Castellucchio è un paese di 5.000 anime sparpagliate nel nucleo principale e in tre frazioni.
Il paesaggio è quello tipico della pianura padana, anzi! Della bassa pianura padana.
Distese di campi occupati da schiere di coltivazioni di mais, grano, soia.
La campagna assolata è attraversata da silenzi meravigliosi o rotta dai rumori metallici dei trattori, delle pompe d’irrigazione.
La piatta della pianura e dei campi è macchiata da canali, fossi, e pozze d’acqua dove si alternano filari di carpini, gelsi, salici, pioppi. Un mondo popolato di vita rigogliosa e di rumori sussurrati. Ali di farfalle, calabroni, cavallette, insetti colorati di metallici rossi e verdi, insetti perennemente frementi di moto e perennemente inseguiti da uccelli di ogni foggia e forma.

L’alternarsi delle stagioni cambia i sipari e sostituisce gli attori, ma la rappresentazione continua. Velate brume confondono in un mare di mille grigi le albe autunnali, mentre i voli di innumerevoli foglie dai colori smaglianti contendono l’aria ad uccelli sul far del partire.
L’inverno è dei corvi e dei pettirossi che dominano le piane di stoppe e le siepi lungo i fossi. É il silenzio del ghiaccio che si stende, che sale e che pende, artista indiscusso e padrone assoluto.
Si può passar “dritto” davanti a tutto questo, senza neanche accorgersene, oppure ci si può soffermare a scoprirlo in piccoli angoli, giusto a pochi passi da noi.
La campagna è solo la campagna.


Pianura. Campagna. Giornate assolate con il silenzio e gli alberi. Oppure le acque del fiume, con le loro sonorità basse e misteriose, implacabili. O, ancora, freddo e nebbia, e buio. Vivere in pianura, lavorare la terra. Costruire le giornate al ritmo delle stagioni, della natura: il tempo della semina, la stagione del raccolto. Poche parole mura solide per una vita faticosa.

(L. Belotti)
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